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7 motivi per investire in startup con l'equity crowdfunding

Il mondo della finanza ci ha abituati ad essere ignoranti...ad ignorare il fatto che possiamo gestire le nostre finanze, i nostri investimenti, i nostri risparmi. Ci e' stato detto di affidarli alla banca, perché i nostri risparmi sarebbero stati garantiti, i nostri investimenti avrebbero avuto lo stesso ritorno dei loro, le migliori condizioni sul mercato.

Per fortuna e' arrivata la crisi del debito, la famosa CRISI, e tutto e' cambiato. Dico "per fortuna" in modo sarcastico, sarebbe stato molto meglio non ci fosse mai stata questa crisi, ma e' servita ad aprirci gli occhi, a renderci consci di come funzionano le cose e a capire che possiamo gestire le nostre finanze.

Ecco 7 motivi per i quali investire in startup ed economia reale attraverso l'equity crowdfunding

  1. Siamo in una fase di sviluppo tecnologico senza precedenti, in tutti i settori gli investimenti in R&D si sono moltiplicati, aumentando esponenzialmente le possibilità di exit per le startup di successo. Inoltre le startup che adottano un approccio lean, possono creare prototipi e modelli di prodotto senza ricorrere a grandi capitali, spesso quasi gratis, con la disponibilità sul mercato di "pezzi" già pronti, come Arduino per hardware e l'open-source per lo sviluppo del software.  
  2. Stiamo investendo nell'economia reale, non in quotazioni di borsa delle quali non possiamo prevedere l'andamento ma in società costituite da poche persone che hanno un forte potenziale di crescita. Questo ci consente anche di offrire la nostra esperienza sia culturale, manageriale, imprenditoriale alle startup. Inoltre si traduce in un forte beneficio sociale, soprattutto per le future generazioni, che avranno delle nuove opportunità di lavoro e beneficeranno degli investimenti attuali.   
  3. Le startup creano nuovi modelli di business, rivoluzionando quelli precedenti. La sharing economy ha aperto gli occhi a tutti di fronte alla possibilita' di creare nuovi lavori e nuove fonti di reddito, fronteggiando attivamente il problema disoccupazione. AirBnB, Uber, BlaBlaBlacar, sono servizi che generano benefici reali per tutti, quindi andrebbero capiti, incentivati e regolamentati cosi da generare un entrata economica per chi si mette a disposizione e un servizio nuovo per chi lo utilizza. 
  4. Ancor più forte sembra arrivare la Crowd Economy, forse il vero antagonista del Capitalismo moderno e successore della sharing economy. Un economia basata sulle persone, con il coinvolgimento della folla nel prendere una decisione sulla realizzazione di un prodotto/servizio, nel fornire un finanziamento sotto forma di investimento o di prestito. Crowdfunding e Crowdsourcing sono i primi elementi di questa nuova scuola di pensiero. Nel solo 2014 il Crowdfunding ha registrato un volume di oltre 16,8 bn $ con una crescita del 167%*
  5. La figura del business angel, tradizionalmente manager d'azienda o imprenditore che investe in startup, trova nell'equity crowdfunding una naturale fonte di dealflow, ovvero si ritrova il lavoro di screening e analisi del progetto fatto dal portale. Questo genera benefici nella diversificazione del portafoglio rispetto al dealflow tradizionale e nell'impiego di risorse per eseguire le attività' legate all'investimento (per esempio aprire una SRL come veicolo d'investimento con altri business  angels). Su scala globale il ticket medio d'investimento in operazioni di equity crowdfunding e' intorno ai 5.000 €, una cifra spesso inferiore a quella investita dai Business Angels, ma che può essere visto come investimento complementare a quelli provenienti dal normale dealflow.             
  6. Il co-investimento serve a tutti, anche al'investitore professionale, venture capital, holding e fondi d'investimento, oltre a banche e imprese d'investimento che attraverso l'equity crowdfunding condividendo l'investimento, condivide anche il rischio ad esso legato. Puo' accrescere il proprio status come leading investor, e questo genera un beneficio anche in ottica di co-investimenti futuri. Investitori professionali di tutto il mondo stanno diversificando il loro portfolio, destinando quote all'investimento in startup, per ottenere ritorni maggiori che compensino quelli scarsi ottenuti da investimenti tradizionali.  
  7. **Agevolazioni fiscali, **seppure si debba incentivare molto di più l'investimento privato nel capitale delle startup (nel Regno Unito si può detrarre fino al 100% dell'investimento in startup che falliscono**)   esistono alcuni incentivi fiscali che non sono da disdegnare (maggiori approfondimenti qui):
  • 30 di detrazione fiscale IRPEF, in caso di investimento come persona fisica nel capitale di una startup o PMI innovativa;
  • 30% di deduzione fiscale IRES, in caso di investimento come persona giuridica nel capitale di una startup o PMI innovativa.

*Dati Massolution 2015   http://www.crowdsourcing.org/editorial/global-crowdfunding-market-to-reach-344b-in-2015-predicts-massolutions-2015cf-industry-report/45376

**ndr SEIS https://www.gov.uk/seed-enterprise-investment-scheme-background